VILLA SPALLETTI TRIVELLI

La Storia della villa

Le notizie intorno ai primi proprietari, i Cazzola, sono scarse anche se risalgono al XIII secolo e se la località porta quel nome da tempo immemorabile; tuttavia un membro della famiglia è noto per aver sposato una figlia del grande banchiere Marino, un personaggio a cui si potrebbe attribuire l’inizio della costruzione che coincide cronologicamente con l’attività di Pellegrino Tibaldi, a Milano e provincia.

Indipendentemente dall’incertezza delle prime notizie, la costruzione più antica fu probabilmente destinata a casa di caccia, osservandone l’ubicazione, isolata rispetto al centro abitato, sulle prime propaggini collinari, in una zona elevata ricca di boschi, brughiere e roccoli.

Nel Seicento vi è il passaggio di proprietà della villa ai Durini, Conti di Monza.

 Si legge:” Giambattista II Durini acquistò la possessione della Cazzola nel 1669 e vi riedificò l’attuale nobile villa di campagna barocca, caratterizzata da due ariose logge a tre arcate binate..”

Giambattista II Durini, mercante di seta e primo feudatario, Conte di Monza, personaggio di spicco, fu famoso per le sue magnifiche ricchezze.

Villa La Cazzola dal 1689 divenne così la più importante residenza di campagna del ramo primogenito della famiglia come dimostrano le energie rivolte agli interventi decorativi che avrebbero arricchito l’edificio nei secoli successivi..Vi lavorarono fra gli altri Giovanni Barbieri, Antonio Peruzzini e Alessandro Magnasco.

Nel 1812 Luigi Durini affidò all’architetto neoclassico Carlo Amati il compito di adattare la villa secondo lo stile imperante.

Alla fine del secolo nel 1892 Giacomo e Giuseppe Durini cedettero l’intera proprietà a Giambattista Vittadini che fece eseguire importanti restauri e modifiche interne con decorazioni in stile barocchetto su progetto dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, costruire la cappella, trasformare i rustici.

Nel 1909 gli eredi Vittadini vendettero La Cazzola. Nelle intenzioni dei nuovi proprietari doveva diventare un albergo ma il progetto non venne mai realizzato e la villa cadde in abbandono fino al 1929 quando venne acquistata dalla Contessa Erminia Gallarati Scotti Scheibler. 

La villa e il parco vennero allora perfettamente restaurati e portati alle attuali forme.

I Conti Spalletti Trivelli, figli di Ernesta Spalletti Trivelli Gallarati Scotti, consci dell’importante eredità storica, custodiscono tutt’oggi il patrimonio di arte, storia e tradizione tramandato per secoli.

Il Parco

Non va trascurata l’importanza di Villa Spalletti Trivelli dal punto di vista paesaggistico, di grande interesse e particolarità per la sua caratteristica ubicazione sul primo altipiano collinare affacciato sulla pianura, studiata al fine di ottenere effetti di elegante naturalezza, soprattutto per la fusione degli elementi architettonici e paesaggistici.

Sui lati sud e nord della villa sono presenti due giardini all’italiana di forma quadrata, perimetrati da muretti e siepi, grandi cancellate, fontane, statue e aiuole di fiori. Le due cancellate a sud e a nord danno accesso a due distinte zone del parco, quella a sud all’inglese degradante verso il paese, quella a nord di impronta seicentesca si estende a destra e a sinistra su di un lunghissimo viale antico prospettico con grandi radure e zona a bosco.

Questo viale incrocia la zona un tempo adibita a roccolo di caccia con un laghetto tenuto a livello da un fontanile di acqua sorgiva.